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Covo l’idea di avere un blog personale di pensieri, uno Zibaldone digitale, da almeno 3-4 mesi. Quando ho delle riflessioni, la maggior parte delle volte finisco per pubblicarle su Telegram o in generale altre piattaforme che danno priorità alla velocità e alle cose recenti, anziché creare un archivio coerente. Quindi, anche per sfidare un po’ le mie paure di espormi pubblicamente, ho deciso di aprire questo blog. Ho speso più tempo del necessario a decidere la piattaforma più adatta ma eccomi qua, infine.
Qui penso di mettere anche delle poesie (alcune già scritte in passato, e che infatti caricherò presto), ma il tema principale del blog saranno riflessioni, o tentativi goffi di essere filosofico. Ho sempre avuto una predisposizione naturale a fare collegamenti strampalati, che potrebbero un giorno fruttare in qualcos’altro di più serio, e questo è il campo perfetto per fare pratica.
A proposito di filosofia, concedo ai lettori che non mi conoscono di sapere che ho 19 anni e frequento un corso di Laurea in filosofia e storia. Queste due sono fra le mie più grandi passioni: probabilmente è tutto iniziato quando mio padre mi raccontava l’Odissea come favola della buona notte. In generale, amo la narrativa in qualsiasi senso immaginabile della parola, e amo leggere e fare miei i pensieri di chiunque (sapete, quod bonum est, meum est).
Il perché del nome…
Per quanto riguarda il nome, lo tengo un po’ per autoironia, un po’ per buono augurio a me stesso. Blaise Pascal, si riferiva al “divertissement” come quella cosa che la gente fa perché…
…non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l’ignoranza, hanno creduto meglio, per essere felici, di non pensarci.
Blaise Pascal, Pensieri
Da quanto ho capito, questa parola si può tradurre come “divertimento” o “distrazione”, ma io preferisco quest’ultima. Quello a cui fa riferimento Pascal sono i beni futili materiali, ma in una mia “personalizzazione” della parola direi che questi pensieri continui che mi passano per la testa sono la mia salvezza e il mio orgoglio.
Queste “distrazioni” sono le vie di fuga da un mondo che ama troppo bacchettare col tempo: sono pensieri che appartengono a tutti e che oggigiorno vengono condannati perché sono il nostro modo per essere liberi. E qui viene anche in soccorso Platone.
[…]l’acqua della clessidra che scorre davanti ai loro occhi non si ferma ad aspettarli. Non hanno libertà di andare a fondo a loro gradimento sull’argomento del loro discorso.
Platone, Teeteto, 172 c – 177 c
E quindi nel tran tran della vita bisogna trovare uno spazio libero, no? Anzi, un sito senza spazio e senza tempo… e allora eccomi qua. Tra l’altro, proprio il tempo è uno dei temi a me più cari, e ho già intenzione di fare un articolo intero a riguardo (in cui riprenderò proprio Platone, e molti altri, si spera).
L’altro motivo di questo nome è più banale: ultimamente mi sto appassionando a molti pensatori francesi, e come buon proposito del 2023 avrei proprio quello di imparare la loro lingua. Ho pensato che magari leggendo il nome del mio blog ogni giorno mi ricorderò di questa promessa.
Detto fra noi, questo articolo è anche utile per poter curare meglio l’aspetto del sito, ma avevo già eliminato gli articoli con “lorem ipsum” e quindi eccomi qua a scrivere qualcosa di senso compiuto per mettere il primo mattoncino in questo luogo altrimenti vuoto.
Non so come salutare.
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